La Storia ha il suo peso, anche per gli americani. Il 3 gennaio 2020 un drone statunitense aveva ucciso, nell’aeroporto di Baghdad, Ghassem Soleimani, il Generale dei pasdaran a capo delle brigate speciali al-Qods. I pasdaran avevano minacciato vendetta. Il giorno dopo, 4 gennaio 2020, il Presidente statunitense Donald Trump (al suo primo mandato) aveva messo in guardia la leadership di Teheran dall’attaccare, dicendosi pronto a colpire 52 siti iraniani. 52 siti archeologici e storici, 52 come gli ostaggi americani nella crisi del 1979-1981. Nelle guerre, anche musei e monumenti sono vittime della follia degli uomini.

Ieri, a finire sotto i bombardamenti israeliani e statunitensi è stato lo storico Palazzo del Golestan, a Teheran, patrimonio mondiale Unesco dal 2007. Si tratta di un palazzo reale, situato nel centro storico dell’attuale capitale dell’Iran. Faceva parte di quello che resta dell’antica Arg, ovvero dell’antica cittadella costruita dal sovrano safavide Tahmasp e poi rinnovata da Karim Khan della dinastia Zand e da Agha Muhammad Khan, che elesse Teheran capitale del suo regno e questo palazzo, il palazzo Golestan, a dimora della famiglia reale.

Siamo in epoca qajara, ovvero nell’epoca della dinastia che precede la dinastia Pahlavi. Il palazzo e le residenze della corte reale occupavano più di un terzo della cittadella. Lì si trovavano gli uffici amministrativi, e una grande piazza con le rose. In persiano rosa si dice gol, Golestan è il luogo delle rose. Il palazzo Golestan risale al 1865, a disegnarlo era stato l’architetto Gholam Hossein Mimar Navai. Quando la dinastia cagiara viene soppiantata dai Pahlavi, buona parte degli edifici di questo compound furono distrutti da Reza Shah per fare posto al Ministero dell’Economia e delle Finanze e ad altri palazzi, in un periodo in cui la capitale Teheran stava crescendo. Durante la dinastia Pahlavi, il palazzo Golestan fu utilizzato soltanto per i ricevimenti ufficiali. Qui, in questo edificio, Reza Pahlavi si era incoronato nel 1926, esattamente 100 anni fa. E poi, sempre qui, ebbe luogo l’incoronazione di suo figlio Mohammad Reza, a cui gli inglesi consegnarono il trono nel 1941. Per la loro residenza, i Pahlavi scelsero Niavaran.

Oggi, il palazzo del Golestan è diventato un museo, composto da 8 edifici. Da vedere ci sono il palazzo del trono di marmo, il palazzo di Karim Khan, la Sala di diamante, la Sala degli avori, il palazzo della torre del vento, il palazzo del sole, la sala dei ricevimenti, la sala degli specchi, la sala dei diamanti brillanti, il palazzo bianco e la casa di tenda dove venivano conservate le tende usate dai sovrani durante i loro viaggi. E poi giardini, circondati da cancelli. Questo complesso architettonico rappresenta un pezzo di storia, ovvero l’epoca cagiara e in particolare l’architettura di fine Ottocento e inizio Novecento che tanto fu influenzata dall’Europa, dove diversi sovrani persiani si recarono in visita.

I Pahlavi non hanno cancellato la storia di questa dinastia, e nemmeno lo hanno fatto ayatollah e pasdaran. A danneggiare questo edificio sono state – paradossalmente – le bombe occidentali, statunitensi e israeliani.