Geopolitica

Minoo Mirshahvalad
Geopolitica Storia +38

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana: la metamorfosi di chi odiava ciò che oggi rappresenta

Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana è il nome con cui oggi in Occidente si conosce uno dei gruppi di opposizione meglio organizzati contro lo Stato iraniano. Nasce nel settembre 1965 con il nome di Mojahedin del Popolo Iraniano (in breve MEK), fondato da un gruppo di studenti dell'Università di Teheran guidati da Massud Rajavi.…

Shirin Zakeri
Politica Religione +50

Il funerale di Khamenei e il suo messaggio politico

Il funerale di Ali Khamenei non è stato soltanto una cerimonia religiosa o un rito di lutto nazionale, ma una vera manifestazione politica del potere, della continuità istituzionale e della sovranità iraniana dopo la guerra. Dopo quattro mesi, Teheran ha organizzato il funerale della seconda Guida suprema della Repubblica Islamica dell’Iran, Ali Khamenei (1939–2026), ucciso…

Luciana Borsatti
Società civile Alireza Beiranvand +22

L’Iran ai Mondiali, un’odissea calcistica senza sconfitta che mostra il volto di un Paese cambiato dalla guerra

Eliminata dopo tre partite, ospitate tra mille ostacoli dal Paese che ha mosso guerra a Teheran, la squadra ha lasciato un’immagine di dignità e determinazione. E le rumorose contestazioni di una parte della diaspora non hanno oscurato l’entusiasmo di tanti tifosi, che vi vedevano il simbolo non della Repubblica Islamica ma di un Paese aggredito.…

Luciana Borsatti
Guerra Relazioni internazionali +32

L’accordo USA-Iran non vincola Israele: l’ombra di una nuova escalation in Medio Oriente

Tanto tuonò che piovve. Ma la pace raggiunta tra Iran e Stati Uniti con il memorandum di intesa annunciato ieri da Islamabad, nella nostra tarda serata, potrebbe non durare più di un temporale estivo. È infatti pieno di interrogativi irrisolti l’accordo con l’Iran che ha infine coronato la festa di compleanno del Presidente Donald Trump,…

Shirin Zakeri
Geopolitica Guerra +31

Fine della guerra e fine delle proteste in Iran?

Sono trascorse alcune settimane dalla tregua tra Stati Uniti, Israele e Iran, e tutto lascia intendere che le parti si stiano progressivamente avvicinando ad un nuovo accordo riguardante le principali questioni strategiche, tra cui il programma nucleare iraniano, la produzione missilistica e il controllo dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, all’interno di questi dibattiti geopolitici e…

Luciana Borsatti
Geopolitica Guerra +24

Trump boccia la proposta di accordo di Teheran, ma la guerra per gli USA è tutt’altro che indolore

A distanza di oltre un mese dall’inizio della tregua nella guerra di USA e Israele contro l’Iran, la possibilità di una riapertura dei negoziati tra Washington e Teheran sembra sempre più lontana. La scorsa notte il Presidente Trump ha bocciato come “totalmente inaccettabile” la controproposta iraniana al suo piano per un accordo, e ha minacciato che, senza negoziati, gli…

Redazione
Intervista Conflitti contemporanei +23

Intervista a Minoo Mirshahvalad: Guerra in Iran, voci dalla diaspora

Siamo di fronte a una guerra dai contorni sfumati e priva di obiettivi credibili, figlia del contesto di crisi del sistema globale. «Mentre i missili colpiscono, il diritto internazionale viene armato. I civili in Iran e in tutta la regione subiscono le conseguenze più gravi», ha evidenziato Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa. Il…

Luciana Borsatti
Guerra Relazioni internazionali +27

La guerra contro l’Iran è illegittima, ma Teheran avrebbe più alleati se scarcerasse i dissidenti e fermasse le esecuzioni

Incontrando alcuni giornalisti, Sabouri risponde sulle critiche del Presidente USA. Al quale indirettamente assicura che Teheran non rinuncerà mai ai suoi diritti legittimi. Ma per trovare alleati anche in Europa la Repubblica Islamica dovrebbe dare segnali anche sul piano interno, scarcerando i dissidenti e fermando le esecuzioni capitali. Di Donald Trump non ci si può…

Redazione
Diritti umani Guerra +34

Università sotto attacco in Iran e Libano: le denunce di SeSaMO e BRISMES e le implicazioni per il diritto internazionale

In un conflitto che si estende e si intensifica, colpire università, scuole e centri di ricerca non è un effetto collaterale della guerra: è una scelta. È il segnale di una dimensione strutturale delle ostilità, di una forma di guerra che non mira soltanto ad obiettivi militari, ma che investe deliberatamente le fondamenta civili, culturali…