Condividiamo il comunicato della Società per gli Studi sul Medio Oriente (SeSaMO), poiché richiama l’attenzione sui gravi effetti del conflitto sulle istituzioni universitarie e sulla popolazione studentesca, in particolare in Iran.

Tra gli atenei colpiti si segnalano il Politecnico Imam Hossein (7 marzo 2026), il Politecnico Malek Ashtar (21 marzo 2026), l’Università della Scienza e della Tecnologia di Teheran (28 marzo 2026), tutte situate nella capitale, nonché l’Università di Isfahan, colpita per la seconda volta il 29 marzo 2026, e l’Università Libanese di Beirut, attaccata il 12 marzo scorso, episodio nel quale hanno perso la vita due docenti.

Tali attacchi non possono essere ridotti alla categoria dei cosiddetti “danni collaterali”: essi incidono direttamente sugli spazi della formazione, della ricerca e della produzione del sapere, compromettendo il diritto all’istruzione e colpendo in modo profondo il tessuto civile e culturale delle società coinvolte. In questa prospettiva, simili azioni si pongono in aperto contrasto con i principi del diritto internazionale e possono configurarsi come gravi violazioni suscettibili di rilevanza sul piano dei crimini di guerra.

Leggi il comunicato completo sul sito della Società per gli Studi sul Medio Oriente (SeSaMO).